- Pubblicazione il 23 Luglio 2026
L’appello a firmare era arrivato nei giorni scorsi dall’EU Healthy Air Coalition (EUHAC), che riunisce le associazioni europee attive nella salute (di medici, professionisti sanitari, scienziati, esperti, gruppi di sanità pubblica, pazienti e fondi di assicurazione sanitaria) accomunate da una richiesta urgente: eliminare gradualmente i combustibili fossili a partire da subito, senza attendere oltre. La chiamata alla firma - capace di portare enormi benefici in termini di riduzione dei costi sanitari, di prevenzione delle malattie e di resilienza climatica – era contenuta in un documento intitolato “European health groups call to phase out fossil fuels now”, che AIPO-ITS/ETS ha sottoscritto nella persona dal Presidente Raffaele Scala, e che è stato lanciato ufficialmente oggi attraverso uno statement (in allegato) e una campagna social su LinkedIn (clicca QUI) corredato dalle sottoscrizioni di oltre 30 realtà del panorama sanitario europeo.
Lo statement di EUHAC
La base su cui il documento è costruito è chiara: l’Europa è il continente che si sta riscaldando più rapidamente al mondo. Passare rapidamente a un’era senza combustibili fossili è diventato un imperativo: si tratta dell’unico modo possibile – secondo i membri EUHAC - per garantire la tutela della salute, la sicurezza energetica e la stabilità economica per tutti. La produzione, la combustione e l’uso dei combustibili fossili hanno un impatto negativo sulla salute umana e sull’ambiente fin dal momento in cui petrolio, carbone e gas vengono estratti. Le emissioni atmosferiche e i rifiuti pericolosi prodotti comportano un onere enorme per le persone e la società.
“Chiediamo ai responsabili politici dell’UE di eliminare gradualmente e rapidamente i combustibili fossili, di adottare piani vincolanti e basati su dati scientifici per l’uscita dai combustibili fossili, di porre fine alla povertà energetica e di dare priorità ai gruppi vulnerabili, nonché di porre fine alla disinformazione e alla diffusione di informazioni errate” recita il testo del documento.
Ed ecco i dettagli:
“A livello globale, i cambiamenti climatici rappresentano la più grande minaccia per la salute del XXI secolo, mentre l’inquinamento atmosferico è il principale rischio ambientale per la salute in Europa. La combustione dei combustibili fossili è alla base sia del cambiamento climatico che dell’inquinamento atmosferico, poiché comporta emissioni sostanziali di inquinanti atmosferici e gas serra – si legge nel documento - Un ampio corpus di prove dimostra che l’inquinamento atmosferico è una causa e un fattore aggravante per tutte le principali malattie non trasmissibili, comprese le malattie cardiovascolari e respiratorie, l’ictus, il diabete, la demenza e il cancro ai polmoni, oltre alle infezioni respiratorie acute. Vi sono prove sempre più evidenti di effetti negativi sulla salute mentale e neurologica”.
E le conseguenze di questo stato di fatto, secondo gli esperti EUHAC, si fanno sentire: “In Europa, l’inquinamento atmosferico continua a causare centinaia di migliaia di decessi prematuri e costi pari a centinaia di miliardi di euro ogni anno. Nonostante il loro costo sanitario sbalorditivo, i combustibili fossili continuano a essere sovvenzionati. Nell’UE, tali sovvenzioni annuali hanno raggiunto i 111 miliardi di euro nel 2023” si legge ancora.
Ad aumentare il carico scende in campo il Direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, che dice: “La dipendenza dai combustibili fossili non è solo un atto di vandalismo ambientale. Dal punto di vista della salute, è un atto di autosabotaggio. Questa dipendenza non solo alimenta la crisi climatica, ma è anche uno dei principali fattori che contribuiscono all’inquinamento atmosferico”.
Stessa posizione, esprerssa in termini ancora più drastici, da parte dell’inviato OMS per il clima e la salute Rob Butler: “L’Europa sta pagando per ammalarsi – afferma - In tutta la Regione europea, i governi spendono 444 miliardi di euro all’anno per sovvenzionare i combustibili fossili. L’inquinamento atmosferico derivante dalla loro combustione è collegato a 1.700 decessi al giorno».
Qui di seguito, le richieste rivolte alle Autorità europee:
1. Eliminare rapidamente i combustibili fossili
2. Adottare piani vincolanti e basati su dati scientifici per l’uscita dai combustibili fossili
3. Porre fine alla povertà energetica e dare priorità ai gruppi vulnerabili
4. Porre fine alla disinformazione e alla diffusione di informazioni errate
“La disinformazione e la diffusione di informazioni errate relative ai combustibili fossili, ai cambiamenti climatici, all’inquinamento atmosferico e agli impatti sulla salute possono compromettere la risposta politica al problema” si legge nel testo. Occorre cambiare strada. Perché anche nella lotta a favore della salute respiratoria le parole sono importanti.
Alessandra Rozzi
Ufficio Stampa AIPO-ITS/ETS


