- Pubblicazione il 05 Agosto 2026
È online il numero 4|2025 di Rassegna di Patologia dell’Apparato Respiratorio, che come sempre contiene numerosi spunti di approfondimento e contributi degni di nota.
Innanzitutto troviamo un articolo su “Broncoscopia robotica: una rivoluzione tecnologica nella diagnosi del nodulo polmonare”, a firma di Martina Ferioli e coll.
Il lavoro esamina nel dettaglio la broncoscopia robotica (RAB), procedura endoscopica avanzata che utilizza un sistema robotico per migliorare - rispetto alla broncoscopia convenzionale - precisione, stabilità e capacità di navigazione all’interno delle vie aeree. La review narrativa descrive quindi le principali piattaforme RAB disponibili, le metanalisi e gli studi clinici disponibili riguardanti la RAB, con particolare attenzione a resa diagnostica, sicurezza procedurale e integrazione con metodiche avanzate di imaging. Sebbene i dati disponibili siano promettenti, con rese diagnostiche superiori all’80% e tassi di complicanze uguali o inferiori al 3%, la diffusione della RAB è tuttora ostacolata dagli elevati costi di acquisto della piattaforma e dei materiali monouso, e dalla necessità di un sistema di controllo della localizzazione in tempo reale. Infine, la review discute i potenziali campi di applicazione futuri, comprese le prospettive terapeutiche in ambito interventistico.
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A seguire è presente un intervento dedicato a “Cura integrata territoriale del malato respiratorio cronico: esperienza giuliano-isontina” di Roberto Trevisan e coll.
Nel contributo gli Autori – a fronte del PNRR e del DM 77 del 23/5/2022, che identifica nelle Case di Comunità la sede privilegiata per l’erogazione di interventi integrati, multidisciplinari e multiprofessionali - affrontano il tema della sfida di fondo che la Pneumologia si trova ad affrontare: prendersi cura del malato respiratorio cronico, e in particolare del paziente con BPCO con le sue frequenti riacutizzazioni e ospedalizzazioni, richiede infatti di affrontare una complessità clinica rendendo prioritarie diverse azioni terapeutiche nel loro insieme, ed evitando frammentazione e ridondanza dei percorsi assistenziali. In quest’ottica è significativo l’esempio del recente Dipartimento Specialistico Territoriale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina, che mira a promuovere la cosiddetta “Value Based Medicine”, una medicina efficace ma sostenibile sia in termini economici sia in termini di valori individuali e sociali, conciliando linee guida ed effettivi bisogni del paziente. Obiettivo finale è un programma in grado di stratificare i pazienti a maggiore rischio/complessità per una gestione clinica efficiente, appropriata e sostenibile.
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Da segnalare, inoltre, l’articolo “Danno polmonare da amiodarone: dal caso clinico al briefing e debriefing in Pneumologia - una revisione narrativa” a firma Federico Fioroni e coll. In questo contributo gli Autori esaminano la tossicità polmonare da amiodarone (APT), complicanza tanto rara quanto temibile della terapia antiaritmica con amiodarone, che risente di un percorso diagnostico ostacolato dall’estrema variabilità di presentazione del problema, mutevole da pneumopatie interstiziali subacute a quadri di sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS). In una popolazione tipicamente costituita da pazienti anziani, pluricomorbidi e spesso in politerapia, la distinzione fra APT e altre pneumopatie interstiziali, infezioni opportunistiche o neoplasie assume infatti un’importanza centrale. E l’assenza di reperti clinico-radiologici patognomonici richiede, ai fini diagnostici, un approccio integrato che combini gli aspetti clinico-anamnestici con i reperti di imaging e con gli elementi derivati dall’interventistica pneumologica. Gli Autori presentano inoltre un caso clinico associato a una breve revisione narrativa della letteratura, riportando la metodologia step-by-step del briefing e debriefing di équipe in relazione al sospetto clinico di pneumotossicità da amiodarone nel processo di diagnostica differenziale.
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Infine, evidenziamo l’articolo “La preabilitazione nei protocolli ERAS: aspetti generali e respiratori (Parte 1)” di Daniele Bertagnini e coll., in cui gli Autori prendono in esame il protocollo ERAS (Enhanced Recovery After Surgery), approccio multimodale per la gestione perioperatoria che ha l’obiettivo migliorare la qualità e la celerità di recupero del paziente, riducendo lo stress causato dall’intervento, l’incidenza di complicanze, e la durata della degenza post-operatoria. I risultati della revisione suggeriscono che la preabilitazione è ormai parte integrante dei protocolli ERAS in quasi tutte le specialità chirurgiche, anche se sono necessari ulteriori studi per confermare la sua efficacia in contesti ERAS nel ridurre la durata del ricovero (LOS) e le complicanze polmonari postoperatorie (PPC). La preabilitazione respiratoria è efficace nel ridurre l’incidenza delle PPC in interventi di chirurgia maggiore. L’aderenza costituisce però un punto critico, e rappresenta un ostacolo a risultati soddisfacenti soprattutto nei protocolli home-based. Inoltre, la preabilitazione svolta con le tecniche di tele-medicina sembra garantire livelli di aderenza superiori a quelli dei programmi home-based, pur conservandone i vantaggi logistici.
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