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Lettera ai Soci del Presidente AIPO-ITS - Mauro Carone

Cari Soci

è con grande riconoscenza che mi rivolgo a voi a seguito del mio insediamento nel gennaio u.s. come Presidente AIPO-ITS.

Senso di gratitudine per tutto ciò che ciascuno di voi ha fatto in questi due anni di sacrificio. Un vero e proprio tzunami ha investito le nostre vite andando a incidere sulla sfera sociale, economica e personale. La società civile ha visto scardinati caposaldi che riteneva intoccabili. Uno di questi è certamente il mondo del lavoro che è stato completamente stravolto da una pandemia che ha cambiato radicalmente il nostro modo di guardare il mondo e le nostre stesse vite. L’economia ha subìto ingenti danni dai quali ci riprenderemo in fretta, più tempo sarà necessario per ritrovare un nostro equilibrio interiore. Anche AIPO-ITS ha attraversato un momento di grave sofferenza ma ha saputo reagire indossando abiti nuovi, anzi innovativi, che hanno permesso alla Società di sostenere i soci continuando a garantire, nonostante le difficoltà, l’attività formativa e il supporto scientifico.

AIPO-ITS, grazie anche al grande lavoro svolto dal nostro past-president Adriano Vaghi, è riuscita a sfruttare al meglio le sue risorse convertendo un momento di crisi in un’opportunità di crescita.

È arrivato il momento di pianificare le attività che realizzeremo nel nuovo biennio, 2022-2023.

Il mio compito non è facile ma so di poter contare sul prezioso supporto di tutto il Comitato Esecutivo, del Consiglio Direttivo Nazionale e di tutti gli Associati.

Come Presidente intendo delegare molte attività per utilizzare al meglio tutte le preziose competenze presenti in AIPO-ITS, evitare rischi di un eccessivo verticismo e coinvolgere quanti siano in grado di contribuire a far crescere AIPO – ITS.

Il biennio che lasciamo alle spalle ha accentuato le distanze e favorito l’isolamento degli individui. Ora, una delle necessità che maggiormente avverto, è quella di ristabilire una forte connessione fra il Comitato Esecutivo e gli altri organismi di AIPO-ITS, in primis i Consigli Direttivi Regionali ed i Gruppi di Studio.

Ripristinare proficue interazioni fra il centro e la periferia consentirà di dare una ulteriore spinta propulsiva alle già numerose attività della Società.

Un tema che mi sta molto a cuore riguarda la valorizzazione del ruolo dello specialista pneumologo. L’emergenza COVID-19 ha dimostrato come lo specialista pneumologo sia in grado di intervenire in modo più che efficace nell’insufficienza d’organo e ha determinato un potenziamento delle unità attraverso le semi-intensive respiratorie, o meglio, pneumologiche nel prossimo futuro.

Alla luce di queste evidenze dobbiamo lavorare, anche attraverso l’interazione e il dialogo con il Ministero della Salute e gli Assessorati Regionali, affinché venga riconosciuto il valore del lavoro svolto dallo specialista pneumologo, non solo in una fase emergenziale, ma anche con continuità.

La pandemia ha messo in luce la ricchezza del bagaglio di competenze ed esperienze che lo specialista pneumologo porta con sé anche grazie al lavoro formativo svolto da AIPO – ITS. Formazione che, ormai da molti anni, non si basa più su una semplice trasmissione di conoscenze ma sull’approccio esperienziale che molti centri di eccellenza sanno tramandare. Dovremo valorizzare e guardare con maggiore interesse a settori ad alta complessità e innovazione quali la pneumologia interventistica, l’oncopneumologia, la diagnostica funzionale avanzata e la riabilitazione specialistica intensiva.

Assistiamo in molte Regioni italiane a continui inserimenti di colleghi pneumologi, spesso neo-specialisti, nell’ambito della pneumologia territoriale. Quest’ultima presenta numerose difformità sul territorio nazionale sia dal punto di vista del modello organizzativo, sia per quanto concerne la strumentazione in dotazione ai colleghi. Vi sono aree nelle quali la pneumologia territoriale afferisce al Distretto Socio-Sanitario; altre nelle quali rappresenta una unità semplice; altre ancora nelle quali è in rapporto funzionale e organizzativo con l’Unità di Pneumologia ospedaliera. Abbiamo inoltre riscontrato come, da un lato, vi siano zone nelle quali i colleghi del territorio hanno a disposizione tutta la strumentazione necessaria (spirometri, saturimetri, polisonnigrafi, ecc.) e, dall’altro lato, ve ne siano altre nelle quali lavorano col semplice fonendoscopio e saturimetro. Sarà dunque necessario definire i requisiti minimi tecnologici, organizzativi e strutturali della pneumologia territoriale per tale motivo daremo avvio ad una Commissione Nazionale composta da colleghi esperti, capace di farci avere delle proposte da analizzare insieme.

 Un grosso supporto arriverà dall’attività del Centro Studi AIPO-ITS che, che al tal fine, verrà potenziato garantendo così la produzione della documentazione utile anche per le relazioni con le istituzioni ovvero libri bianchi, linee guida con metodo Grade, consensus con metodo Delphi, Indagini funzionali così come per la promozione di studi di fase III e IV e di corsi di formazione sulla metodologia della ricerca e sul medical writing in collaborazione con la Scuola di Formazione Permanente di Pneumologia.

 Last but not least, dobbiamo implementare le attività della Scuola di Formazione Permanente di AIPO-ITS, attraverso lo sviluppo di altre tipologie di Certificazioni delle Competenze oltre a quella esistente sui DRS, in altre aree e dare impulso all’attività della Scuola Quadri, con una proficua collaborazione con le Università e con i Master di secondo livello.

Il lavoro del Centro Studi e della Scuola di Formazione sarà rivolto soprattutto, ma non solo, ai giovani colleghi che muovono i primi passi nel mondo pneumologico, specie alla luce del notevole incremento del numero di borse di studio per accedere alla specialità in Malattie dell’Apparato Respiratorio.

Come precedentemente evidenziato, ritengo fondamentale la collaborazione con le Università. In tal senso, credo sia importante che le Società Scientifiche pneumologiche si richiamino reciprocamente a quella unità di intenti e condivisione degli obiettivi che, pur nel rispetto delle singole identità e peculiarità, ci consenta di sfruttare al meglio le rispettive potenzialità in un’ottica di servizio alla comunità pneumologica. E’ solo attraverso la condivisione di una visione strategica comune che potremo arrivare al potenziamento e alla valorizzazione della nostra specialità, anche nell’ambito del dialogo con le istituzioni.

Ecco allora che saluto affettuosamente i colleghi della Società Italiana di Pneumologia (SIP/IRS) e il loro nuovo presidente Carlo Vancheri che, come me, ha iniziato il proprio mandato all’inizio di quest’anno e col quale ho già avuto aperti colloqui per una comune visione strategica.

Vi saluto tutti quanti e sono a disposizione per qualsiasi suggerimento.

 

Mauro Carone

Presidente AIPO- ITS