- Pubblicazione il 17 Marzo 2026
Le comorbilità. Che siano presenti nei pazienti con BPCO inseriti nei programmi di Pneumologia Riabilitativa (PR) è un dato di osservazione quotidiana. Ma quanto e come queste incidono sui sintomi che il paziente accusa? E soprattutto, quanto incidono sull’impostazione di un programma riabilitativo centrato sull’esercizio fisico? Questi fattori sono particolarmente difficili da valutare, e al tempo stesso interessanti da studiare.
Un vasto gruppo di lavoro internazionale (composto da più di 30 esperti provenienti da oltre 10 Nazioni) ha esaminato in dettaglio questi aspetti.
Partiamo dal concetto che la BPCO è eterogenea, e che frequentemente si accompagna con altre malattie e manifestazioni cliniche sistemiche, condizioni che richiedono un trattamento specifico. Ne consegue che prendendo in carico un paziente BPCO con significative comorbilità, il trattamento terapeutico – farmacologico e non - non può essere, e non è solo, limitato alla malattia polmonare. La PR non fa eccezione a questa regola. Anzi, ripromettendosi di rappresentare una forma di terapia non farmacologica disegnata sul singolo paziente in maniera sartoriale (tailored in letteratura anglosassone), la PR ha ancor di più l’imperativo di dover tener conto delle diverse comorbilità. Ciò è vero a partire dalla valutazione del paziente, proseguendo con l’impostazione e la successiva gestione del programma riabilitativo, e fino alla valutazione dell’outcome. Tra le comorbilità presenti nei pazienti BPCO, questa revisione ha analizzato quelle cardiovascolari (CVDs) come lo scompenso e la cardiopatia ischemica cronica, i fattori di rischio CVD (ad esempio diabete e ipertensione) e la sarcopenia, visto che tali condizioni sono tra le più frequenti e risultano associate a importanti outcome di morbilità e mortalità nei pazienti BPCO. Sono state valutate e comparate le diverse linee guida sull’esercizio fisico nella BPCO nelle CVDs, nei fattori di rischio CVD e nella sarcopenia, allo scopo di individuare possibili sinergie.
Nel trattamento della BPCO esistono protocolli standardizzati (ma sempre da individualizzare), e quindi si è partiti dalle linee guida BPCO cercando di adattarle alle esigenze dei pazienti che presentano comorbilità. La Tabella che segue riassume queste indicazioni.
Prescrizione dell’allenamento secondo le linee guida ATS/ERS e relativi adattamenti suggeriti in base alla prevalenza delle comorbilità principali (modificato da Machado FVC et al., Sports Medicine 2025)
|
Raccomandazioni ATS/ERS per esercizio nella BPCO |
Variazioni consigliate in presenza di: |
Allenamento di resistenza |
Allenamento di forza |
|
Allenamento di resistenza:Frequenza: 3-5 giorni/settimana Allenamento di forza:Frequenza: 2-3 giorni/settimana
|
Ipertensione arteriosa sistemica |
|
|
|
Cardiopatia ischemica o scompenso cardiaco |
Frequenza: 3-5 giorni/settimana |
Frequenza: 2-3 giorni/settimana
|
|
|
Diabete mellito tipo II |
Frequenza: sessioni più frequenti, fino a 5 giorni/settimana |
Frequenza: due giorni/settimana |
|
|
Sarcopenia (o ridotta massa muscolare) |
Frequenza: non variazioni |
Frequenza: 3 giorni/settimana |
RPE=valutazione dello sforzo percepito, HIIT=High Intensity Interval Training, 1-RM=massimale su una ripetizione, *=non vi sono evidenze per poter suggerire delle variazioni
Gli Autori illustrano le loro argomentazioni anche con tre casi clinici paradigmatici, che si riferiscono a un paziente con BPCO + scompenso cardiaco, a un altro con BPCO + diabete mellito di tipo II, e a un terzo paziente con BPCO + sarcopenia.
Per i tre pazienti di cui sopra vi è la simulazione di un piano di allenamento alla resistenza e alla forza, personalizzato anche sulla base delle comorbilità presenti.
In conclusione, la PR è in grado di dare risposte operative, pratiche e appropriate anche nello scenario che si presenta ai nostri occhi quotidianamente: quello di pazienti anziani e multimorbidi, con polifarmacia e multipli fattori limitanti. Questi fattori, da un lato non controindicano, e neppure limitano significativamente, la possibilità di miglioramento dei sintomi e degli outcome clinici, epidemiologici e di costi sanitari nelle varie coorti di pazienti; dall’altro rendono la PR la vera medicina “olistica”, cioè l’approccio terapeutico che si prende cura del paziente in ogni suo aspetto. Il tutto è possibile con la presa in carico da parte di un team riabilitativo pneumologico che, partendo dalla patologia presente, o meglio dalle patologie presenti, sia in grado di disegnare e attuare il più appropriato ed efficace trattamento farmacologico e non farmacologico per ogni singolo paziente.


