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L’inquinamento dell’aria è correlato a morbilità e mortalità significative. Gli incendi sono responsabili di una quota importante degli inquinanti atmosferici, in particolare in determinate stagioni e in aree specifiche. Il cambiamento climatico sta determinando un incremento degli incendi anche nel nostro Paese. Nella sola provincia di Roma, nel 2026, sono stati già censiti dall’archivio www.incendioggi.it 286 incendi; in Italia, dal 2021 in poi, gli incendi totali sono stati sempre superiori a 3.000, mentre dal 2005 al 2020 non avevano mai superato i 2.000 episodi in maniera significativa.
La letteratura scientifica internazionale sta affrontando il tema. Nell’articolo di Qizhen Wu, Yanhong Huang et al. Associations between wildfire smoke exposure and health-related quality of life: findings from the Lovelace Smokers Cohort pubblicato su Respiratory Research nel gennaio 2026, si analizzano gli effetti sulla salute fisica e mentale delle persone esposte al fumo degli incendi in una coorte localizzata nel New Mexico.
Gli incendi hanno incrementato mediamente da un punto a 5 punti percentuali la concentrazione di PM2.5 in 35 Stati USA, arrivando a costituire la sorgente di metà del PM2.5 annuo respirato durante i peggiori e più duraturi incendi (media, due mesi). Gli incendi determinano anche l’emissione di “black carbon” (BC).
Gli effetti acuti del fumo degli incendi possono farsi sentire dopo ore o giorni, e includono eventi cardiovascolari, irritazione oculare e riduzione delle prestazioni cognitive, sintomi respiratori e riacutizzazioni, aumento di infezioni attive, tra cui la tubercolosi. Sta emergendo evidenza degli effetti cronici sulla salute determinati da esposizione stagionale ripetuta al fumo degli incendi, e in particolare la correlazione con tumori del polmone, del sistema nervoso e demenza.
Nello studio di Qizhen Wu, il St. George’s Respi­ratory Questionnaire (SGRQ) e il 36-Item Short Form Survey (SF-36) sono stati somministrati alla Lovelace Smokers Cohort in New Mexico (2.511 partecipanti fra il 2001 e il 2017, di cui 747 reclutati specificamente per questo studio) per testare la qualità della vita correlata alla salute.
Il SGRQ valuta sintomi, limitazione delle attività e impatto psicosociale delle patologie respiratorie. L’ SF-36 è una misurazione generica dello stato mentale e fisico basato su domini come le funzioni fisiche, emozionali, sociali, lo stato mentale, la vitalità, la percezione generale della salute, il dolore fisico.
Per quantificare l’inquinamento attribuibile agli incendi, è stato applicato un metodo basato sulla deviazione, che stima il PM2.5 e il BC derivati dal fumo comparando le concentrazioni nei giorni di fumo degli incendi con i giorni senza fumo nello stesso mese.  Le concentrazioni di PM2.5 e BC erano significativamente più alte nei 474 giorni di fumo rispetto ai 3.909 giorni senza fumo (6.55 μg/m3 versus 4.14 μg/m3 per il PM2.5 e 0.25 μg/m3 versus 0.16 μg/m3 per il BC). Sono state riscontrate associazioni tra il fumo degli incendi e tutti e quattro i punteggi del SGRQ per gli intervalli a 7, 15, e 30 giorni, con ciascun incremento di 1 μg/m3 associato a > 4 punti di crescita dell’attività, sintomi e del punteggio SGRQ, con una significativa alterazione clinica.
Sono stati dimostrati anche effetti del fumo degli incendi sulla salute mentale della popolazione non direttamente esposta agli incendi stessi, ma al fumo che viaggia per lunghe distanze nell’atmosfera. È stata identificata la prima evidenza umana che supporta l’alterazione della salute mentale dopo un’esposizione acuta a fumi persistenti da tempo in atmosfera.
È già stato dimostrato che il PM emesso dalle combustioni è più pericoloso per la salute rispetto al PM proveniente da fonti non connesse alla combustione (1, 2), e studi precedenti mostrano che la stima dei PM emessi dalle combustioni usando la ripartizione delle fonti o il BC sono superiori al PM2.5 totale per stimare gli effetti sulla salute.
L’articolo ha alcuni limiti, ma in ogni caso costituisce uno dei primi studi di popolazione che collega il fumo degli incendi a valutazioni psicometriche della salute; questi riscontri dovrebbero essere considerati come suggestivi di ipotesi e validi per guidare ricerche future a più larga scala.
In sintesi, lo studio suggerisce che l’esposizione a breve termine al PM2.5 e al BC del fumo degli incendi era associata a una qualità di vita ridotta sia per gli indici respiratori sia per gli indici generali, con differenze rilevanti nella relazione temporale tra la salute fisica e mentale. In aggiunta il PM2.5 derivato dal fumo degli incendi mostra maggiore tossicità rispetto al PM2.5 totale, sottolineando l’importanza di studi sorgente-specifici dell’inquinamento ambientale. In più le frazioni BC del PM2.5 derivato dal fumo degli incendi risultano più potenti nell’indurre effetti sulla salute a paragone con le frazioni non BC.
È necessario ricordare lo studio di Lauren R. Linde et al., Tuberculosis diagnoses following wildfire smoke exposure in California, pubblicato nel 2022 (3) e citato dallo studio di Qizhen Wu, che mostra un’aumentata probabilità di diagnosi di tubercolosi (superiore al 5%) per ogni evento di esposizione al PM2.5 nei sei mesi di osservazione, con aumentata probabilità del 23% (19–28%) in questa finestra temporale per ogni evento di esposizione a PM2.5 dovuto a fumo di incendi.
Alle nostre latitudini gli incendi e le emissioni di PM2.5 da combustione stanno diventando sempre più frequenti: per tutelare la salute pubblica è necessario aumetare e migliorare l’informazione sui pericoli conseguenti a questi fattori di rischio, orientandosi verso scelte che riducano le alterazioni climatiche favorenti gli eventi di incendio, e verso politiche locali che riducano le emissioni, in particolare della parte più tossica del PM2.5: vanno ad esempio progressivamente chiusi gli impianti di combustione dei rifiuti e limitate le auto private, accanto allo spostamento delle merci su gomma e alla combustione del carbone (2).

 

Bibliografia

  1. Janssen NA, Hoek G, Simic-Lawson M, et al. Black carbon as an additional indicator of the adverse health effects of airborne particles compared with PM10 and PM2.5. Environ Health Perspect 2011;119:1691-9.
  2. Thurston G, Ostro B, Sánchez-Triana E. Are all air pollution particles equal? – How constituents and sources of fine air pollution particles (PM2.5) affect health. Pollution management & environmental health, The World bank 2021.
  3. Linde LR, Readhead A, Barry PM, et al. Tuberculosis diagnoses following wildfire smoke exposure in California. Am J Respir Crit Care Med 2023;207:336-45.