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Pneumologia Riabilitativa: in Italia solo per un numero limitato di pazienti

In Italia vi sono ostacoli logistici e professionali che impediscono alla gran parte dei pazienti disabili respiratori di beneficiare degli effetti della Pneumologia Riabilitativa (PR).

AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri), in sinergia con altre Società Pneumologiche, si sta adoperando per sensibilizzare l’interesse dei decisori politici in materia al fine di sanare questa criticità.

Una recente survey pubblicata sulla rivista European Respiratory Journal (ERJ) fotografa le condizioni della PR in Europa (compresa l'Italia) e in Nord America. Sulla stessa rivista è stata recentemente pubblicata una lettera a firma dei maggiori esperti Italiani in tema di PR che delinea gli ostacoli alla effettuazione della PR.

“Vi sono le numerose evidenze scientifiche che dimostrano i benefici della PR in termini di riduzione dei sintomi, miglioramento della qualità della vita e riduzione delle riacutizzazioni e dei ricoveri ospedalieri ripetuti in pazienti con disabilità respiratoria da varie cause, in primo luogo da BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO)” premette Bruno Balbi del Gruppo di Studio Pneumologia Riabilitativa e Assistenza Domiciliare di AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri).

I principali ostacoli che gli operatori del settore si trovano ad affrontare sono rappresentati dalla carenza di strutture adeguate, da una cattiva distribuzione delle stesse da un punto di vista geografico e da una carenza di Fisioterapisti adeguatamente formati per lavorare nell’ambito della Pneumologia Riabilitativa.

“Oltre a questi, i firmatari della missiva pubblicata sull’ERJ sottolineano la presenza di un altro fattore. Si tratta del “fattore P” dove P sta a indicare la categoria medica dei Fisiatri (Physiatrists in Inglese)” spiega Bruno Balbi.

“Nel 2011 il Ministero della Salute ha rilasciato un documento, il Quaderno 8, interamente dedicato alla riabilitazione. In questo contesto i Fisiatri si sono mossi a livello Ministeriale rivendicando il ruolo di garanti della riabilitazione in senso generale comprendendo anche quella specialistica come quella cardiologica, pneumologica, oncologica etc” continua l’esperto. “A ciò consegue che in alcune Regioni, in sede riabilitativa deve essere presente un Fisiatra che compili un documento chiamato Percorso Riabilitativo Individuale che consente al paziente di sottoporsi a un percorso di riabilitazione, ogni tipo di riabilitazione compresa la PR. Inoltre sempre in alcune Regioni vi è una normativa che omologa la PR alla riabilitazione neuromotoria ed ortopedica (di pertinenza Fisiatrica) per quanto riguarda la necessità che il paziente arrivi alla PR quasi esclusivamente da un ricovero Ospedaliero per trasferimento e non possa accedere direttamente da domicilio e che pone limitazioni territoriali alla effettuazione della PR in Centri Specializzati. La conseguenza diretta è che solo una porzione limitata di pazienti può accedere a questo tipo di riabilitazione.”

“Non dobbiamo dimenticare che la PR in tutto il mondo, come dimostra la survey dell'ERJ, è patrimonio dei Pneumologi e dei Fisioterapisti Respiratori, mentre i Fisiatri non hanno un ruolo nè operativo nè culturale, e neppure organizzativo. Ciò che sta accadendo in Italia ove la titolarità della PR è affidata a chi come i Fisiatri non ne ha la competenza, ha come unico risultato quello di bloccare lo sviluppo della PR. Si genera infatti una situazione in cui si moltiplicano i costi (sono necessarie più pareri specialistici - Pneumologico e Fisiatrico - per accedere alla PR) ed in cui quindi le prestazioni sanitarie sono negate a quote sempre più ampie di pazienti che hanno diritto ad essere sottoposti a PR e ne potrebbero beneficiare.”

“E’ necessario che il sistema sanitario nazionale garantisca al paziente che soffre di patologia respiratoria grave questo tipo di prestazione così come viene garantita l’ossigenoterapia e la ventiloterapia” continua Bruno Balbi. “Inoltre la gestione di questi pazienti deve essere affidata completamente allo pneumologo, lo specialista che meglio di chiunque altro sa valutare e trattare pazienti di tale complessità” conclude Bruno Balbi.


Ufficio Stampa AIPO