TBC e le infezioni polmonari
La tubercolosi (o TBC) polmonare è una malattia infettiva causata da micobatteri che si trasmette principalmente attraverso le vie aeree. Poiché è curabile, la sua incidenza è diminuita a partire dal 20° secolo. Ad oggi, però, un terzo della popolazione mondiale è affetto da TBC e questo è dovuto in parte al costante flusso migratorio dalle zone più povere della Terra, anche il tasso di incidenza nei Paesi sviluppati è in netto aumento. Un aumento che riguarda, in generale, le infezioni polmonari e che, se da un lato fa notizia a causa della scoperta di nuovi agenti patogeni potenzialmente pandemici (un esempio su tutti): la SARS o l’AVIARIA), dall’altro non riceve l’attenzione che meriterebbe.
Nel 2006 il 53,8% dei casi totali di TBC in Italia si è verificato in persone
nate nel nostro paese, il 46,2% in persone nate all’estero. La diffusione delle infezioni polmonari nei Paesi più sviluppati non è, infatti, destinata ad arrestarsi in futuro, poiché è dovuta a fattori caratteristici della nostra epoca come la crescita dell’età media della popolazione, la diffusione delle strutture di lungodegenza per anziani, la globalizzazione, che favorisce il rapido diffondersi di nuovi ceppi virali e, infine, la minaccia rappresentata dalla resistenza agli antibiotici.
Fattori che possono essere contrastati solo attraverso una strategia di prevenzione e di controllo mirata e una sempre maggiore attenzione da parte sia del pubblico,
sia della comunità scientifica. È necessario armonizzare gli interventi nelle diverse regioni ed i servizi sanitari corrispondenti, con il principale obiettivo di identificare il più possibile tempestivamente i casi di TBC ed assicurare loro un trattamento efficace, riducendo così il rischio che altre persone, prevalentemente appartenentialla stessa comunità, si possano infettare.
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