BPCO: il male silenzioso
La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, meglio nota come BPCO
o “bronchite cronica”, è una malattia polmonare progressiva che, se non trattata adeguatamente può essere letale: in Italia e nei principali Paesi
industrializzati uccide 60 persone al giorno ed è passata in pochi anni
dalla 12° alla 5° posizione come causa di morte.
La cronicità e la gravità della malattia si associano a disabilità, secondo l’indagine ISTAT (ISTAT 2005) nel complesso, le persone con disabilità sono 2 milioni 600 mila e tale condizione è più diffusa tra le donne (6,1% contro 3,3% degli uomini).
La BPCO è una malattia potenzialmente invalidante, poiché costringe chi ne è
affetto a continui controlli e impone notevoli limitazioni alle normali attività
quotidiane, andando così a incidere sulla qualità della vita del paziente.
È disabile il 21% delle persone con BPCO.
La BPCO sorge a seguito di fattori di rischio quali:
- Fattori ambientali, legati al fumo di sigaretta (anche passivo) e all’esposizione professionale a sostanze nocive (polveri, fumi e sostanze chimiche)
Inquinamento atmosferico
- Fattori individuali, di tipo genetico
- Dieta povera di sostanze antiossidanti (frutta e verdura)
- Abuso di alcolici
La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva non solo si può prevenire
efficacemente, ma può anche essere trattata con successo. Se la malattia
viene diagnosticata in maniera tempestiva, inoltre, è possibile migliorare
notevolmente la qualità della vita di chi ne è affetto. Ecco perché è
importante rinforzare la diagnosi precoce, promuovendo la collaborazione
tra il medico di famiglia e lo specialista, senza mai dimenticare che il controllo delle abitudini dannose (come il fumo di tabacco) è il primo, indispensabile gesto di prevenzione delle malattie polmonari.
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